Licenziamento collettivo

 

Licenziamento collettivo: la soppressione del reparto operativo non giustifica il licenziamento del dipendente

Il Tribunale del Lavoro di Roma, con Sentenza del 1° dicembre 2017, ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento comminato da una nota azienda romana nei confronti di un proprio dipendente, nell'ambito della procedura di riduzione del personale ex l.n. 223/1991.
L’azienda, lamentando una grave crisi economica, aveva fatto ricorso ai licenziamenti collettivi per risanare la propria condizione e nell'ambito di tale procedura, aveva disposto la chiusura definitiva di alcuni reparti.

L’individuazione dei dipendenti da licenziare era stata effettuata dall'azienda con riferimento a singoli settori e non già tenendo conto dell’intero complesso aziendale.
Di conseguenza, il dipendente addetto al reparto soppresso era stato licenziato con la motivazione della eliminazione della sua posizione lavorativa, senza che fosse tentata la ricollocazione dello stesso presso altri reparti dell’azienda.

Il lavoratore, assistito dall’avv. Claudio Zaza e dall’avv. Tiziana Congi, ha impugnato il recesso deducendo che, nell’ambito dei licenziamenti collettivi, l’individuazione dei lavoratori da licenziare deve essere effettuata avendo a riferimento l’intero complesso aziendale e la soppressione di un reparto non può giustificare il licenziamento del dipendente in esso impiegato.
La riduzione del personale, infatti, non può essere limitata ad un solo settore se non sussistono oggettive ragioni tecniche- produttive ed organizzative che giustifichino tale limitazione.
Di conseguenza, nell’ipotesi in cui si renda necessaria la soppressione di un reparto, i lavoratori in esso impiegati devono essere ricollocati in altri settori dell’azienda.

Sulla base di tali motivazioni, il Tribunale ha accolto il ricorso presentato dai difensori dellavoratore, in linea con l’orientamento maggioritario della giurisprudenza di merito e di legittimità (Cassazione civile sez. lav. 12/01/2015 n. 203; tra le tante conformi v. anche Cass., Sez. L, Sentenza n. 17177 del 11/07/2013).
Il lavoratore ha, dunque, ottenuto la reintegra nel proprio posto di lavoro oltre al risarcimento dei danni subiti.

Posted in Senza categoria.