Scuola Pubblica – Illegittimo il decreto di ricostruzione della carriera per violazione dei principi dell’Unione Europea

Il decreto di ricostruzione della carriera è illegittimo in quanto non riconosce per intero il servizio prestato in favore della Scuola Pubblica dal personale scolastico (ATA e docenti), con contratti a tempo determinato.

Per ottenere il riconoscimento integrale dei servizi prestati, l’inserimento nella corretta fascia stipendiale ed il recupero degli incrementi economici legati all’anzianità occorre rivolgersi al Tribunale del Lavoro.

Possono presentare ricorso coloro che:

– hanno lavorato in favore della Scuola Pubblica (sia come personale docente che ATA) con contratti a tempo determinato di durata annuale e/o con incarichi di durata complessiva pari o superiore ad un anno;

– hanno lavorato con contratti a tempo determinato, in favore della Scuola Pubblica (anche presso istituti diversi) per almeno cinque anni scolastici (anche non consecutivi);

– sono stati assunti in ruolo ed hanno già ricevuto il decreto di ricostruzione della carriera.

Perché fare causa

Il personale della Scuola Pubblica, durante il periodo di lavoro prestato con contratti a tempo determinato, non percepisce alcun incremento economico legato all’anzianità.

Dopo l’assunzione in ruolo, l’anzianità maturata nel periodo di lavoro svolto con contratti a tempo determinato è riconosciuta soltanto parzialmente: per intero, soltanto i quattro anni antecedenti l’assunzione a tempo indeterminato; per quanto riguarda gli anni precedenti, il riconoscimento parziale pari a 2/3 ai fini giuridici ed economici.

Ciò vuol dire che, con la ricostruzione della carriera, il personale della scuola pubblica viene inserito in una fascia stipendiale inferiore rispetto a quella corrispondente agli anni di effettivo servizio, con conseguente ritardo nell’applicazione del successivo aumento della retribuzione (“gradone”).

Una volta effettuata la ricostruzione della carriera, i cosiddetti “arretrati” ovverosia la differenza tra la retribuzione base e la retribuzione relativa alla propria fascia stipendiale, vengono pagati in misura inferiore a quanto effettivamente dovuto.

Per l’anzianità maturata durante il periodo di precariato, invece, non viene corrisposto alcun incremento economico.

Ciò costituisce un trattamento discriminatorio per coloro che hanno lavorato in favore della Scuola Pubblica con contratti a tempo determinato. Il personale della scuola ha diritto al riconoscimento integrale dell’anzianità di lavoro maturata durante il periodo di precariato, sia ai fini giuridici che economici.

Questi principi, per i quali ci battiamo da anni, sono  stati già riconosciuti da numerosi Tribunali.

Molti lavoratori della Scuola Pubblica, con il nostro aiuto, hanno ottenuto il riconoscimento integrale dei servizi prestati, l’inserimento nella corretta fascia stipendiale ed hanno recuperato gli incrementi economici legati all’anzianità maturata durante il periodo di precariato, presentando ricorso al Tribunale territorialmente competente.

Per ottenere ulteriori informazioni, potete contattare il numero 0683600240 o inviare una email agli indirizzi claza@tiscali.it – tiziana.congi@gmail.com – damianidellali@gmail.com

(articolo pubblicato su www.claudiozaza.it il 26.06.2018)

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