Ricostruzione della carriera: il Tribunale di Roma dà ragione ai precari anche dopo la sentenza Motter della Corte di Giustizia. Confermato il divieto di discriminazione.

Il Tribunale di Roma, pronunciandosi in una causa promossa dallo studio dell’avv. Claudio Zaza, ha dichiarato l’illegittimità del decreto di ricostruzione della carriera emesso in favore di un assistente amministrativo impiegato presso la Scuola Pubblica, a cui era stata riconosciuta solo in misura parziale, l’anzianità di servizio maturata prima dell’assunzione in ruolo.

La pronuncia del 10.10.2018 assume importanza decisiva in un panorama giurisprudenziale in totale fermento.

Lo scorso 20 settembre, infatti, la Corte di Giustizia Europea, con la sentenza Motter/Provincia di Trento, ha ritenuto legittimo il riconoscimento parziale dell’anzianità lavorativa maturata durante il periodo di precariato, di fatto affermando che il servizio pre ruolo vale meno del servizio di ruolo.

La Corte di Giustizia ha però affermato che il giudice nazionale deve valutare caso per caso e garantire, a parità di condizioni lavorative, lo stesso trattamento economico e giuridico, sia al personale precario che di ruolo.

Ci siamo battuti per fare chiarezza sulle motivazioni della Corte di Giustizia e rimarcare che il principio di non discriminazione sancito dalla Direttiva 1999/70/CE ha come conseguenza indefettibile il riconoscimento per intero dell’anzianità maturata durante il precariato, ai fini della ricostruzione della carriera ed il diritto alla progressione stipendiale in relazione all’anzianità effettiva.

Il riscontro è stato positivo, poiché il Tribunale di Roma ha condiviso la nostra interpretazione, emettendo una sentenza di accoglimento totale del nostro ricorso.

Attendiamo, perciò, altre pronunce favorevoli sulla questione.

avv. Tiziana Congi

 

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